Onde d’urto radiali: la terapia più efficace contro il dolore

Onde d’urto radiali: la terapia più efficace contro il dolore

Le onde d’urto radiali risultano essere ad oggi una delle terapie più indicate per risolvere gli stati dolorosi causati da diverse disfunzioni fisiche.

Le onde d’urto radiali sono onde ad alta energia acustica. Vengono trasmesse attraverso la superficie della pelle e diffuse radialmente (sfericamente) nel corpo.
Il corpo risponde ad un aumento dell’attività metabolica intorno all’area di dolore, stimolando ed accelerando il processo di guarigione.

Le onde d’urto si usano in tutte le affezioni infiammatorie delle strutture tendinee e muscolari in particolare:
– tendinite della spalla (periartrite calcifica e non)
– epicondilite ed epicotrocleite (gomito del tennista o gomito del golfista)
– pubalgia
– tendinite del gran trocantere
– tendinite achillea (achillodinia)
– sperone calcaneare (tallonite)
– fascite plantare

Tale terapia è inoltre indicata in caso di dolore, edema persistente e rigidità articolare dopo intervento chirurgico, consentendo una più rapida ripresa funzionale.


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Le onde d’urto radiali, poco invasive, rappresentano una valida strategia terapeutica, cui arrivare dopo un’attenta valutazione diagnostica.
E’ importante l’associazione di una terapia del movimento o chinesiterapia per recuperare la normale funzione, soprattutto per quelle articolazioni come la spalla, il gomito, il ginocchio o la caviglia che maggiormente risentono dell’immobilizzazione.

Come si svolge un trattamento con le onde d’urto

Si identifica la regione dolorante , la membrana è posta sulla cute, quindi avviene la regolazione della pressione della membrana, impostazione della frequenza (fino a 240 colpi/min) e del livello d’intensità dell’onda d’urto.

Si applica un’azione meccanica molto delicata (una sorta di micro-massaggio su cellule e tessuti), in grado di stimolare alcune reazioni biologiche, fra cui effetto l’anti-infiammatorio, antiedemigeno ed antidolorifico, oltre a migliorare localmente la micro circolazione.

È possibile che in alcuni casi si riassorba la calcificazione, ma ciò avviene per via secondaria, attraverso un meccanismo di tipo biochimico.
In alcuni casi, sia per i disturbi della consolidazione ossea che per alcune patologie dei tendini, il trattamento con onde d’urto può risparmiare al paziente un eventuale intervento chirurgico, e comunque non preclude, se necessario, la possibilità di sottoporvisi.

Il trattamento con le onde d’urto non interferisce con altri tipi di terapia eventualmente fisica che fosse opportuno associare, anche di tipo riabilitativo; anzi, la combinazione con l’esercizio riabilitativo terapeutico ed eventuali nutraceutici (i cosiddetti “integratori” alimentari), può rappresentare una strategia vincente per curare le tendinopatie.

Quali benefici si ottengono con le onde d’urto?

Possono essere trattate con successo ferite e piaghe di difficile risoluzione, perdite di sostanza di origine post-traumatica (anche nei giorni immediatamente successivi al trauma), così come cicatrici dolorose di diversa origine.
In caso di beneficio parziale, il trattamento può essere ripetuto, in quanto prive di effetti collaterali di rilievo; la ripetizione del trattamento, laddove indicata, può generare nel tempo ulteriori benefici.

Quali precauzioni deve osservare il paziente in terapia?

Deve necessariamente evitare di sovraccaricare e di sollecitare eccessivamente la zona infiammata ed anche eseguire esercizi di mobilizzazione attiva delle articolazioni interessate non appena la riduzione del dolore lo consente.

Quanto dura ogni seduta e di quanti trattamenti ho bisogno?

La durata di ogni seduta e del trattamento completo dipendono dalla patologia e dal tipo di apparecchiatura.

In generale una singola seduta, di circa 25 minuti, può essere già sufficiente per la guarigione di una frattura, mentre per i tessuti molli (tendiniti) è in genere necessaria una seconda ripetizione, ma il singolo trattamento non dura più di 4/5 minuti.

Controindicazioni

Esistono delle controindicazioni come in qualsiasi trattamento medico.

Tra le principali vi sono lo stato di gravidanza, l’età dello sviluppo nelle zone del corpo ove le cartilagini di accrescimento sono ancora attive, la presenza di pace-maker cardiaco.


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Onde d’urto, approfondiamo l’argomento

Le onde d’urto sono onde acustiche, e quindi di natura meccanica, che pertanto non presentano le caratteristiche di rischio associate alla radioattività.
Furono introdotte per la prima volta in medicina agli inizi degli anni novanta per la cura dei calcoli renali (litotripsia), ma negli anni immediatamente successivi il loro ambito di utilizzo si è rapidamente esteso alle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico e non solo.

Attualmente il principale campo di applicazione delle onde d’urto extracorporee è rappresentato proprio dalle patologie dei tendini (specie se in fase cronica e refrattarie ad altre terapie), così come dai disturbi della rigenerazione ossea (pseudoartrosi e ritardi di consolidazione).

L’obiettivo della terapia (ed in ultima analisi l’effetto terapeutico legato all’azione delle onde d’urto), non è di tipo traumatizzante diretto, ovvero non provoca lesioni ai tessuti, né tanto meno la frantumazione delle calcificazioni per rottura diretta.

La scoperta che le onde d’urto possono esercitare uno stimolo verso la rigenerazione e la riparazione dei tessuti ha ampliato l’ambito delle loro applicazioni terapeutiche anche alla Medicina Rigenerativa.

Esperimento con le onde d’urto

Un esperimento condotto su animali dai ricercatori della Università di Salisburgo ha scoperto che le fibre muscolari reagiscono in modo sorprendente all’azione delle onde sonore, o per meglio dire alle “onde d’urto”. La sigla inglese per “terapia con onde d’urto” è ESWT e questo è il nome del metodo che promette di rivoluzionare buona parte del mondo della fisioterapia.

Le onde d’urto, onde sonore emanate a frequenze particolari, venivano usate già dagli anni Ottanta per la cura dei calcoli renali ma anche per alcuni problemi ossei e dei tessuti molli.

Per molti atleti, ma anche per lavoratori che usano molto il fisico, il problema non risiede tanto in ossa e tessuti ma nei muscoli. Uno strappo, un trauma di qualsiasi genere può richiedere mesi per essere superato come si deve.
I ricercatori della dottoressa Zissler hanno trovato che l’azione delle onde d’urto può aiutare anche in questo. ESWT va infatti a stimolare le cellule muscolari e se queste sono danneggiate, con l’inserimento di staminali riprogrammate, va a stimolare direttamente quelle.

In pratica aumentano i livelli di fattori di segnalazione chimica del tessuto muscolare, questo fa riattivare le cellule progenitrici che si trasformano in nuove cellule muscolari.
Ciò non significa un miracolo immediato, ma solo la riduzione dei tempi di recupero.

Con l’aiuto delle onde d’urto sul muscolo danneggiato, la terapia di cura sarà molto più efficace e tutto questo con la ottima sopportazione del paziente.

Lo ESWT infatti è un metodo assolutamente indolore e non invasivo, ciò comporta che il paziente può sostenerlo mentre continua i suoi esercizi di riabilitazione, ottenendo due benefici in uno. I risultati sui topi dimostrano che gli animali con il muscolo danneggiato, grazie al metodo delle onde, recuperano nella metà del tempo previsto.

 

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