Terapia con ultrasuoni

terapia ultrasuoni

La terapia con ultrasuoni utilizza l’effetto biologico prodotto dagli ultrasuoni, onde sonore con frequenza superiore alla soglia uditiva. La penetrazione delle onde sonore attraverso i tessuti ha un’azione di tipo meccanico (micromassaggio), termico e chimico, con i seguenti effetti terapeutici:

  • analgesico e antinfiammatorio;
  • decontratturante (rilasciamento muscolare);
  • fibronolitico e trofico (riassorbimento di ematomi, eliminazione di tenui calcificazioni, stimolazione della guarigione dei tessuti).

Modalità terapia ultrasuoni a contatto diretto a testina mobile

Detta anche “a massaggio”, la terapia con ultrasuoni costituisce la modalità più frequentemente utilizzata, nella quale la testina emittente viene applicata a diretto contato della cute del paziente, grazie all’interposizione di un apposito gel conduttivo, che ne favorisce lo scivolamento, oltre ad eliminare la possibile aria interposta tra testina e cute, che potrebbe, in virtù del suo potere riflettente, inficiare la trasmissione ultrasonica. Il trasduttore viene applicato effettuando una leggera pressione, e fatto scorrere sulla cute mediante movimenti lenti (circa 3-4 cm al secondo), su di una superficie totale non superiore ai 50 cm2.

Modalità a contatto diretto a testina fissa

La testina viene posta a contatto diretto della cute (previo utilizzo di una sostanza conduttrice) e mantenuta in loco grazie ad uno stativo per tutta la durata del trattamento. Con questa metodica si ottengono rapidi innalzamenti della temperatura locale della zona trattata, per questo motivo è necessario adottare dosaggi molto bassi o emissioni di tipo pulsato. Per ciò che riguarda la scelta del trasduttore, è importante ricordare che la profondità di penetrazione dell’ultrasuono risulta essere massima con 1 MHz e 5 cm2 di superficie emittente e minima per 3 MHz ed 1 cm2 di superficie emittente. Con ultrasuoni di frequenza pari ad 1 MHz si possono raggiungere profondità di circa 7 mm nel tessuto osseo, 30 mm all’interno del tessuto muscolare e circa 37 mm nella cute e nel
tessuto sottocutaneo.

Modalità ad immersione

Il trattamento ad immersione viene di norma utilizzato nel caso in cui la zona da trattare sia piccola od irregolare, oppure talmente dolente da impedire di fatto il contatto diretto con la testina. In questa metodica la parte da trattare viene immersa in un recipiente colmo d’acqua nella quale viene calata la testina emittente.
L’ultrasuonoterapia trova un campo d’applicazione specifico nelle seguenti patologie:

  • Tendiniti
  • Borsiti
  • Coccigodinie: sindrome dolorosa localizzata al coccige
  • Capsuliti
  • Morbo di Duplay: periartrite scapolo-omerale nella quale la presenza di calcificazioni periarticolari rappresenta una precisa indicazioni all’ultrasuonoterapia in quanto adatta a disgregare ed a favorire il riassorbimento di sali di calcio
  • Artrosi
  • Morbo di Dupuytren: contrattura in flessione progressiva, spesso bilaterale, delle dita, soprattutto sul lato ulnare, conseguente a retrazione dell’aponeurosi palmare ipertrofica (fascia di Dupuytren), associata a proliferazione fasciale tra i tendini flessori e sul fascio neurovascolare. Per questi moti appare particolarmente indicata l’ultrasuonoterapia dato il suo effetto fibrolitico
  • Ematomi organizzati e tessuti cicatriziali
  • Contratture muscolari

Controindicazioni magnetoterapia

  • Flogosi
  • Neoplasie
  • Gravidanza
  • Mezzi metallici in prossimità della zona trattata
  • Portatori di pace maker

 

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